Domande frequenti

Perché non è possibile preventivare i costi della traduzione di sottotitoli sulla base di una tariffa a parola?

Per la traduzione di sottotitoli già sincronizzati nella lingua originale (traduzione da template), non sarebbe ragionevole preventivare il progetto sulla base della tariffa a parola, salvo nel caso in cui si tratti di sottotitoli per video aziendali molto descrittivi in cui la parte di “dialogo” potrebbe essere confrontabile con un qualsiasi testo scritto (con le dovute eccezioni).

Un esempio per tutti:
– 13 parole (sottotitolaggio):
Hey, man. How are you doing? 
Have you heard from our mutual friend?

– 13 words (traduzione di testo tecnico):
Clean the stopper with an alcohol swab. Remove the cap from the syringe.

In primo luogo, è evidente che la traduzione dell’opzione 1 e dell’opzione 2 richiede sforzi e competenze ben diverse. Secondo, bisogna intendere la sottotitolazione come un modo per trasferire “idee”, “messaggi”, “contesti culturali” e non singole parole o concetti, processo che attiene più alla gestione dei processi traduttivi testuali. La traduzione di sottotitoli è il risultato di uno sforzo creativo.
Tra l’altro, nel sottotitolaggio ci si trova continuamente ad aggiungere o eliminare parole rispetto alla lingua originale perché lo richiede la lingua di destinazione, perché non c’è abbastanza spazio per il testo dal momento che l’attore o lo speaker parla troppo velocemente, o semplicemente perché quella stessa idea si esprime attraverso una diversa metafora, parafrasi o proverbio nella lingua di arrivo.
L’opzione 1 potrebbe facilmente diventare: “Hi, how are you? Have you heard from him?”, ed ecco come le 13 parole sono già diventate 9. Questo è il motivo per cui si esegue il preventivo sulla base del minutaggio o del numero totale di sottotitoli. 

Perché è consigliabile che i sottotitolisti facciano uso di software professionali piuttosto che di freeware, vista l’ampia disponibilità di strumenti gratuiti?

Mentre è chiaro che il sottotitolista non deve certo aspettarsi che il software faccia il lavoro per lui, consigliamo caldamente l’uso di software professionali per la gestione di diversi contesti che richiederebbero troppo tempo e produrrebbero risultati insoddisfacenti con i freeware.

Alcuni esempi:
– Il cliente richiede la sincronizzazione e la traduzione di un video. Successivamente, decide di eliminare qualche scena qui e là in un secondo momento. Con un software professionale, è più pratico e veloce applicare degli offset a più sottotitoli contemporaneamente lasciando invariati gli altri.

– Il cliente desidera che i timecode riproducano esattamente quelli della macchina del regista. Con gli strumenti professionali, bastano pochi clic per soddisfare questa esigenza.

– Il cliente desidera ricevere un formato speciale che sia più gestibile nei suoi sistemi. Un software professionale può coprire un maggior numero di formati. Alcuni esempi:
EBU.stl/ .pac / .srt/ .scc / .sif / .rtf / .das / .dar / .mtl / .cip / .sbv / .vtt / .usf / .fdx / .html / .fpc / .aqt / .asc / .ass / .dat / .dks / .js / .jss / .lrc / .mpl / .ovr / .pan / .pjs / .rt / .s2k / .sami / .sbt / .smi / .son / .srf / .ssa / .sst / .ssts / .stl / .stp / .sub / .tts / .vkt / .vsf / .zeg / .txt / .xml

– Il cliente desidera ricevere un file di sottotitoli in formato DCP che possa utilizzare all’interno dei suoi strumenti per il montaggio per poter sottotitolare i dialoghi ancor prima di aver finalizzato la pellicola, di aver fatto i tagli o di aver aggiunto gli effetti speciali. Il formato DCP consente di montare i sottotitoli e di fare i tagli o le aggiunte successivamente.

Tanti sono i casi in cui è opportuno affidarsi a software professionali per ridurre il carico di lavoro e sveltire i processi in un settore in cui velocità e qualità devono camminare a braccetto.

Perché è importante che chi sincronizza il video tenga conto della successiva fase di traduzione?

IT Pros Subtitles è lieta di accettare file di sottotitoli già sincronizzati nella lingua originale per la sola traduzione nelle nostre lingue di competenza. Tuttavia, chi sincronizza il video deve avere familiarità con tutte le linee guida, altrimenti il successivo lavoro di traduzione sarà praticamente impossibile. Un esempio di un caso in cui siamo stati costretti a rifiutare l’incarico:
Il testo trascritto e i timecode erano stati divisi e distribuiti senza aderire alle più elementari regole sintattiche e grammaticali. Gli aggettivi erano stati separati dai relativi sostantivi, le preposizioni arrivavano alla fine dei sottotitoli senza null’altro che completasse le frasi, i verbi erano tronchi e c’erano tanti altri problemi dal punto di vista della suddivisione. I timecode, che, tra l’altro, non corrispondevano con precisione all’audio, riflettevano la stessa struttura “zoppicante”. Inoltre, tante porzioni di testo sembravano letteralmente schiacciate entro intervalli di tempo fin troppo brevi.
Tradurre e condensare il testo tenendo conto delle linee guida internazionali della sottotitolazione riorganizzando correttamente la sintassi entro i tempi assegnati da chi aveva effettuato erroneamente la sincronizzazione ci avrebbe costretti a omettere informazioni importanti dal contenuto video a meno che non avessimo rigenerato nuovi sottotitoli con nuovi timecode (servizio che il cliente riteneva di non dover pagare avendo già fornito il template). Di conseguenza, era praticamente impossibile accettare l’incarico dal momento che i sottotitoli necessitano di una struttura indipendente e autonoma, di un limite caratteri, di una sintassi coerente e di una velocità di lettura comoda. Sincronizzare non significa solo seguire il ritmo e la velocità del parlato, che pure è fondamentale, ma anche assicurarsi che il testo sia distribuito rispettando una logica in modo che lo spettatore, impegnato nella lettura, non debba anche chiedersi come interpretarlo. Una velocità di lettura standard non lascia tempo all’interpretazione, ecco perché non si separa mai l’articolo o l’aggettivo dal sostantivo, il verbo dal complemento, eccetera, altrimenti il pubblico finirebbe comunque per non comprendere il contenuto in quanto, pur avendo il tempo di leggere, non avrebbe il tempo di capire cosa voglia dire esattamente il testo che ha letto. Sarebbe costretto a premere pausa e a tornare indietro ripetutamente.

Perché non è possibile generare sottotitoli nella lingua di partenza per la successiva traduzione in una semplice tabella Word con colonne separate per timecode, testo della lingua di partenza e testo tradotto? Non sarebbe forse il modo migliore per far lavorare traduttori non abituati a lavorare su sottotitoli?

Sincronizzare e produrre sottotitoli non significa solo assegnare dei timecode e trascrivere la lingua originale. Il file prodotto serve, infatti, anche da guida proprio ai traduttori non sottotitolisti che, sulla base del modo in cui sono divise e distribuite la sintassi, le frasi e le righe nella lingua di partenza secondo le linee guida, potranno fare lo stesso con la loro lingua di destinazione limitandosi a sovrascrivere il testo originale così com’è senza preoccuparsi di apprendere le linee guida. Tra l’altro, la cosa migliore per il traduttore è lavorare in un ambiente che gli consenta d’interpretare correttamente il testo nel contesto e di fare scelte e prendere decisioni sulla base delle scene. Per finire, chi si occupa poi del passaggio finale del montaggio dei sottotitoli, avrebbe serie difficoltà a gestire il testo così lavorato e non potrebbe scegliere autonomamente di suddividerlo in modo ragionevole in lingue che non conosce. Pertanto, sarebbe costretto a coordinarsi nuovamente con i singoli traduttori delle singole lingue tradotte aumentando, di conseguenza, i tempi e i costi della lavorazione nel complesso. Meglio optare per un file di sottotitoli (ad esempio, il semplice SRT) oppure lavorare su un template in Word correttamente formattato.

Perché a volte è impossibile inserire il testo a video insieme ai sottotitoli per i dialoghi?

Perché il tempo minimo di esposizione dei sottotitoli è di uno o preferibilmente 2 secondi, per cui, a meno che non si possa destinare un minimo intervallo di 2 secondi in cui poter esporre il testo a video, nessun essere umano sarebbe comunque in grado di leggerlo se l’attore o lo speaker inizia a parlare e deve, quindi, essere sottotitolato nel momento esatto in cui viene visualizzato anche del testo a video. Pertanto, nel caso in cui il testo a video e l’audio si sovrappongano, è certamente preferibile omettere il testo a video per evitare di distrarre lo spettatore dal contenuto sottotitolato principale.

Perché è preferibile che il fornitore di sottotitoli si occupi anche del relativo montaggio?

Qualcuno ci ha segnalato un video che avevamo sottotitolato tempo fa che, nel frattempo, era stato reso disponibile su Internet. Siamo rimasti scioccati per il fatto che, a dispetto di tutti i nostri sforzi per una traduzione di alta qualità e una sincronizzazione che consentisse una lettura comoda e l’allineamento alle linee guida, il risultato successivo al montaggio permanente (effettuato da terzi) era totalmente deludente e non rendeva alcuna giustizia né alla produzione né, tanto meno, al nostro lavoro. La sincronizzazione era stata modificata al punto da rendere meno comoda la velocità di lettura. I sottotitoli di due righe si erano trasformati in lunghissimi sottotitoli di un rigo con un numero di caratteri indefinito che obbligavano lo spettatore a leggere fino all’angolo in basso a destra dello schermo e, di conseguenza, a perdere completamente di vista la successione delle scene. Il carattere e le dimensioni selezionate erano decisamente migliorabili tenendo conto della risoluzione del video. In sintesi, il valore del nostro lavoro era stato completamente mortificato in un solo passaggio. Per dare il meglio alla vostra produzione, è bene ricorrere al servizio completo di un unico interlocutore.

Che differenza c’è tra sottotitolaggio per i non udenti e closed captioning?

Il sottotitolaggio per i non udenti prevede una versione condensata dell’audio che comprenda anche tutti i suoni non immediatamente identificabili sulla scena, i rumori di fondo, eccetera. Segue regole diverse rispetto al sottotitolaggio multilingue con una velocità di lettura superiore intorno ai 17 caratteri al secondo e un limite di caratteri per rigo più lungo. Il closed captioning, invece, è una trascrizione quasi integrale dell’audio con integrazione dei suoni e indicazione dei nomi dei personaggi, la trascrizione delle canzoni, delle esitazioni ed eventuali intercalari dei personaggi. Guardare il video con il closed captioning dà l’impressione di leggere un libro o una narrazione perché i sottotitoli hanno un ritmo molto veloce, non c’è alcun intervallo tra un sottotitolo e l’altro e il limite caratteri è 32.

Potreste consegnare un nuovo pacchetto DCP con audio, video e sottotitoli risincronizzati da capo? Vi manderemmo un hard disk contenente un file video ad alta risoluzione e un file audio stereo che dovreste sincronizzare in sede da voi insieme ai sottotitoli.

 In teoria, è possibile, tuttavia una procedura così dispendiosa in termini di tempi e risorse sarebbe del tutto inutile dal momento che è ovvio che le tracce audio e video sono state già sincronizzate nel vostro pacchetto DCP altrimenti non ci sarebbe il film, e che quello che vi serve veramente è un “file di sottotitoli DCP” che si integri perfettamente nel vostro sistema di video editing e che possiate importare senza difficoltà. Suddetto file si sincronizzerà automaticamente in base ai timecode da noi assegnati e il risultato sarebbe identico a quello della creazione di un nuovo pacchetto DCP. Creare un nuovo pacchetto trasformerebbe un’operazione semplicissima di pochi minuti richiesti per esportare e reimportare in un’attività impensabile e del tutto superflua con entrambe le parti impegnate a coordinarsi con i corrieri, ad attendere i reciproci tempi di spedizione e a risincronizzare audio, video e sottotitoli da capo senza alcun motivo.